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Con i muratori…

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Mi chiamo Roberta, ho 30 anni e, dicono di me, una gran fica.
L’estate appena passata l’ho trascorsa a ristrutturare casa e ho avuto la possibilità di frequentare, giornalmente, i muratori che la ditta mi inviava.
Non passava giorno che non li provocassi (cosa che adoro fare e che mi riesce benissimo) e fino a quel giorno non era successo nulla forse per paura che i titolari della ditta potessero cacciarli.

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la porta nuova alla casa al mare

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La casa al mare e la nuova porta scorrevole
Un sabato di questa primavera siamo giù al mare per aprire la casa , il tempo era nuvoloso e decidiamo di andare a cercare una porta scorrevole per sostituire quella tradizionale della camera da letto che aprendosi contro l’armadio da molto fastidio, degli amici ci hanno segnalato un outlet di arredo di design.
Mi sento in giornata di esibizionismo quindi mi vesto sexy tacchi a spillo, calze autoreggenti, minigonna, giacca e sotto un body trasparente senza reggiseno e con le mie tettone che debordano dalle coppe!!! Esco dalla camera, mio figlio mi guarda e mi dice dove devi andare?
Io: con tuo padre per comprare la porta, vuoi venire?
Lui: No vado a fare un giro con gli amici in spiaggia ..
Io. Comportatevi bene.

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Giuliana spesso è un po’ puttana

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Giuliana, mi aveva stupito durante quel fine settimana trasgressivo per la sua insicurezza dimostrata nell’ultimo incontro della serie, ma ancor più m’incuriosiva il suo comportamento degli ultimi tempi, avevamo programmato quell’incontro con un’altra coppia da un po’ di tempo, come per me anche la mia deliziosa Giuliana era attratta da questo tipo di esperienze di fantasie, spesso mi raccontava la fantasia di un terzo personaggio tra di noi, lei in quelle situazioni si lasciava molto andare, ma poi quando tutto finiva non coglieva le differenze.
Io ero rimasto un marito annoiato e borghesuccio mentre lei, trentenne, brillante laureata in ingegneria gestionale aveva conosciuto il meglio del meglio della Milano degli affari, il suo lavoro in una nota azienda del farmaco la portava spesso in giro per il mondo, così dopo una decina d’anni di matrimonio e cinque di fidanzamento mi trovavo spesso la sera solo a chiacchierare con qualche amico al telefono.

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Laura, una scopata universitaria

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Conobbi Laura quando andavo al secondo anno di Filosofia università. Lei aveva appena cominciato il primo anno e faticava ad ambientarsi in quella nuova città, così diversa dal paesino di provincia da cui proveniva, tutto era troppo spaventoso, troppo grande per quella ragazzina un po’ goffa. Era carina ma non bella: aveva degli occhi molto belli, sì, ma un po’ troppo da bimba abbandonata, incapace di badare a se stessa, di agire. Anche il viso in generale era carino, grazie anche alle lentiggini e ai capelli castano-rossicci e alle sopracciglia ancora più rosse, quasi da irlandese. A rovinarla era la stazza da donnone: era alta un metro ottanta e aveva le spalle piuttosto larghe, il seno piccolo, il culo grosso ma piatto.

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Jack e Carlo (Terza Parte)

Quando si svegliò Max si girò per controllare se Carlo era ancora addormentato. Scivolò silenziosamente fuori dali letto e cominciò a radunare i suoi vestiti. I jeans che indossava il giorno precedente erano sul pavimento insieme ai boxer. Li raccolse e bestemmiò sotto voce perché non trovava la giacca. La stanza era ancora scura così prese la prima t-shirt che trovò sul pavimento e se la infilò dalla testa. Lanciò un’occhiata a Carlo che ancora era addormentato con le lenzuola aggrovigliate intorno alle lunghe gambe. La porta era già socchiusa e lasciò la camera da letto tentando di non fare il più piccolo rumore, uscì e si chiuse la porta alle spalle.
Il rumore della doccia che scorreva nel bagno svegliò Carlo che si strofinò sonnolento gli occhi. Sbadigliò ed affondò di nuovo sui cuscini richiudendo gli occhi.

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Jack e Carlo (Seconda parte)

Carlo si lamentò leggermente nel sonno e si girò su di un fianco appoggiando un braccio alla vita di Max che sorrise e mise delicatamente un braccio intorno alle spalle dell’amico cercando di non svegliarlo. “Ohh…” Carlo si lamentò di nuovo accoccolandosi più vicino all’amico, le labbra si curvarono in un sorriso. “Oh Jack….” gemette e inarcò la schiena come se stesse sentendo del piacere intenso. Immediatamente Max si tese e lo spinse via con uno scoppio di rabbia. Era geloso della vicinanza di Carlo e Jack e questo aveva provato che era più di un’’amicizia.
Le palpebre di Carlo si aprirono ed alzò lo sguardo ad osservare l’espressione sulla faccia di Max. “Cosa c’è?” Chiese sonnolento aggrottando le ciglia confuso.
“Perché mi devi mentire?” Chiese l’amico incrociando le braccia sul torace nudo e con la voce scossa.
“Mentirti per cosa?” Carlo aggrottò le ciglia. Gli passò una mano tra i capelli scuri spostandogli la frangia dagli occhi. “Io non ho niente di cui mentirti, Max.”
Max si costrinse a ridere e scosse la testa, il suoi occhi brillavano.

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Jack e Carlo (Prima parte)

Jack lanciò un’occhiata alle altre persone nell’ascensore ma non parlò con nessuno. Guardò il pavimento mentre faceva tintinnare le chiavi aspettando che l’ascensore giungesse al suo piano. Lui non guardava gli altri, ma gli altri lo guardavano sempre. Jack era uno splendido modello, non era estremamente alto, circa un metro e settantatre, ma il suoi capelli neri, la sua pelle senza difetti e gli occhi blu ed incredibili attiravano l’attenzione sia di ragazze che di ragazzi. Ma il diciannovenne Jack era ancora vergine anche se era difficile da credere. Da quando aveva sedici sapeva di essere gay, di essere più attirato dagli uomini che dalle donne. L’opinione degli altri su di lui non l’infastivano e non aveva problemi nel dire a tutti che era gay.

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La nostra prima crociera.

Era tanto tempo che avevamo deciso di fare una vacanza diversa. Non era mai capitata l’occasione, però. Mettendo da parte un paio di euro al giorno ho recimolato un bella cifrà in un anno di risparmi e cosi ho comprato du biglietti per una crociera sul Mediterraneo. Ho colto l’opportunità e Volevo che il viaggio sembrasse il più possibile quel viaggio di nozze che non avevamo fatto con mia moglie……frà due giorni saremmo dovuti partire. E’ stato così che al porto, in procinto di salire sulla nave abbiamo visto salire Pino il suo ex datore di lavoro ed ex amante ,le ho detto che le davo il permesso di scoparselò quando e quanto voleva e di togliersi qualsiasi sfiziò. Non se l’aspettava ed è rimasta a fissarmi con la bocca aperta come per capire se stavo scherzando oppure no, ma ha capito che ero serio dalla mia espressione. Ho posto una sola condizione: sapere prima l’evoluzione delle cose. Dopo un pò si è ripresa ed ha accettato la mia proposta. Continua a leggere

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Manila & Il Suo Primo Uccello – Diario

La ripresa video parte dall’alto, inquadrando le sue tette, poi si sofferma per qualche secondo su di loro, mentre una mano inizia a toccarle ed a massaggiarle. Ancora una strizzatina ai capezzoli con le dita e poi la telecamera scende verso il basso, fermandosi in mezzo alle sue gambe. La sinistra inizia quindi a strusciare sulla bionda fica avanti e indietro, nell’audio si avverte anche il lieve rumore che fá la mano sfregando sui biondi peli. Due dita inziano quindi ad allargare le grandi labbra, mentre il dito medio inizia a sgrillettare ed a farsi strada dentro la fica, vedo la pelle viva e sento contemporaneamente ansimare la protagonista che si stá masturbando nel video. Blocco immediatamente il video sullo Smartphone e mentre lo inserisco nella tasca dei jeans, mi guardo intorno, ma fortunatamente non vedo nessuno. Meno male, se fossi stato in pubblico, sarebbe stato un bel problema spiegare quel filmato. Respiro con calma qualche secondo, poi riprendo di nuovo il cellulare e guardo il mittente: era Manila! Dovevo immaginarlo. Apro il messaggio allegato e leggo:

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